Percorsi

Ansia e attacchi di panico

Il cuore che accelera, il respiro corto, la paura che stia per succedere qualcosa di grave. L'ansia può diventare sfiancante. Ci si può lavorare.

Quando l'ansia occupa troppo spazio

Un po' di ansia ci aiuta a reagire. Il problema nasce quando non si spegne più: si rimugina la sera, si evitano certi posti o certe situazioni, ci si sveglia già tesi. A volte arriva all'improvviso, come attacco di panico, con sensazioni fisiche così forti da far pensare a un problema al cuore.

Chi viene da me spesso racconta:

  • una preoccupazione costante, difficile da fermare;
  • crisi di panico, o la paura che tornino;
  • disturbi del sonno, una stanchezza che non passa;
  • evitamenti che finiscono per restringere la vita di tutti i giorni;
  • un umore basso che accompagna l'angoscia.

Come lavoro

Il primo colloquio serve a capire la tua situazione: da quando, in quali circostanze, cosa peggiora e cosa dà sollievo. Se è utile, alcuni test di personalità aiutano a mettere meglio a fuoco il quadro.

Poi il lavoro procede su due piani. Da una parte capire cosa dice l'ansia della tua storia e del momento che stai vivendo. Dall'altra imparare strumenti concreti per i momenti difficili: respirazione controllata, rilassamento, mindfulness, training autogeno. Queste tecniche si provano in seduta e poi a casa, tra un incontro e l'altro.

In studio o a distanza

Le sedute si svolgono in studio a Gasperich il sabato, oppure in videoconsulenza la sera durante la settimana. Il video è comodo per chi ha orari pieni, o per chi all'inizio fa fatica proprio a uscire di casa.

Per chi vive in Lussemburgo, poter parlare di quello che si prova in italiano, senza doverlo tradurre, fa spesso una grande differenza.